Bologna, 5 apr. (askanews) – Stimolo intellettuale e creativo o puro divertimento, ma soprattutto occasione di incontro e socialità. Il gioco analogico è il grande protagonista di Play 2025, il Festival del Gioco che per tre giorni porta alla Fiera di Bologna giochi di strategia e da tavolo, carte e scienza. Nel segno di un’idea di “Evolution” che è il tema di questa edizione.”Stiamo promuovendo la nostra formula ‘Entra, scegli, gioca’ – ha detto ad askanews Andrea Ligabue, direttore artistico di Play – e quindi l’idea è sempre di una fiera interattiva con possibilità per il pubblico di imparare nuovi giochi, di giocare anche senza conoscere le regole e principalmente promuoviamo il gioco analogico, quindi abbiamo giochi da tavolo, giochi di ruolo, giochi tridimensionali e giochi di carte collezionabili. E il festival quest’anno è organizzato in padiglioni tematici”. Più di 200 espositori, 3mila tavoli da gioco, un centinaio di associazioni coinvolte, una cinquantina di ospiti e pure i festeggiamenti per i 90 anni del Monopoly. la fiera continua a crescere e passando da Modena a Bologna ha ampliato ancora i propri orizzonti.”Abbiamo avuto una crescita del quasi il 50% delle superfici espositive – ci ha spiegato Silvia Pozzi, Project di Manager Play -. Abbiamo superato i 44.000 m quadri di esposizione, quattro padiglioni, una crescita importante soprattutto del numero dei tavoli da gioco che era appunto il punto debole purtroppo della location precedente”.Ma quali sono le novità del 2025? “Un’area dedicata ai giochi collaborativi – ci ha risposto Ligabue – e anche l’inaugurazione di un progetto che è quello del Paese ospite in cui ogni anno ospitiamo autori e autrici di una nazione in particolare. Quest’anno abbiamo la Croazia come prima nazione ospite per il nostro festival”.Tra i creatori di giochi collaborativi c’è Matteo Menapace. “Si strategizza insieme – ci ha detto spiegando come funzionano questi giochi – si parla, ci si scambiano idee, si crea un dialogo strategico che ti permette di affrontare problemi diversi, problemi di sistema, perché appunto non competendo contro altre persone, contro il cattivo di turno, per così dire, si compete contro un sistema, contro una serie di processi sociali, ecologici, economici, politici e si lavora insieme per cambiare il sistema”.Uno dei più importanti ospiti internazionali, poi, è Phil Eklund, leggendario ideatore di giochi scientifici, che ci ha parlato di come si può declinare la parola “evoluzione”. “L’evoluzione dei giochi da tavolo – ci ha detto – è che sono sempre stati giocati. Hanno una lunghissima storia di unione sociale tra persone e famiglie. Quindi, qui stiamo portando avanti la tradizione. La mia visione personale come game designer, è che amo studiare e leggere e se scopro qualcosa sull’universo, sulle persone, sulla storia, su qualcosa che penso voglio condividerlo con le persone a cui piacciono i giochi”.Ma i giochi analogici possono aiutarci anche a recuperare una componente sociale e, in qualche modo, più umana? “La tendenza del futuro è unire le persone – ha risposto Eklund – non segregarle nelle loro piccole stanze”. Anche questo è uno dei temi più interessanti che emergono da Play 2025.
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